UNA TAVOLA ROTONDA PER ANDARE “OLTRE LA DISABILITA’ “.

“ OLTRE LA DISABILITA’ “ una tavola rotonda organizzata dall’associazione, che si occupa di disabilità, Vincenzo e Teresa Reale ONLUS Ribera ( https://www.facebook.com/Associazione-Vincenzo-e-Teresa-Reale-457313474339830/) per trattare e dove mettere a nudo la realtà del mondo disabile.

C’ ero anch’io, sono stata invitata a partecipare come relatrice al tavolo portando la mia testimonianza di vita di persona con disabilità che ama la vita.

Dopo i cordiali saluti della presidente dell’ass. V.T.R ONLUS Vincenza Genova e della vice, moderatrice della tavola, Valentina Lupo. Il primo a prendere parola è stato l’attore professionista GAETANO ARONICA (La stagione dei delitti, Il capo dei capi, Squadra anti-mafia, Malena, Baaria) molto sensibile alla tematica in oggetto alla tavola rotonda, personali esperienze soprattutto con l’autismo. Dice: “… Compito degli artisti è quello di entrare dentro le dinamiche” e conclude dicendo la paura della società “paura di non essere all’altezza” rispetto ad una persona diversamente abile.- https://www.facebook.com/gaetano.aronica.18

Dopo è stato il mio turno, a seguito di una bella presentazione da parte di Valentina che ha sottolineato varie mie esperienze e impegni vari ed il mio essere SPACCAROTELLE (https://www.facebook.com/Spaccarotelle/ , www.medialuce.it) , impegnandomi scrivendo e lottando per i diritti violati dei disabili. Ho cercato di sottolineare che: “… il limite stà negli altri. Ogni disabile può far tutto in modo differente, ma si può”.

Dopo una breve pausa con  i saluti dell’amministrazione comunale di Ribera, è stata la volta di MIRKO BERNARDINI paraplegico all’improvviso, come lui stesso si è definito, istruttore di crossfit :  “…faccio sport per essere  autonomo. Non esistono i limiti” sottolinea anche che proprio noi disabili dovremmo aiutare gli altri a far capire come aiutarci. IN PRIMIS COL RISPETTO facendo un esempio sui parcheggi riservati violati.

Successivamente ha preso la parola STEFANO TURTURICI socio dell’unione italiana ciechi ed ipovedenti, lavora presso il CPI di Sciacca, componente direttivo della Lega Navale. Subacqueo per passione, pratica: vela, canoa, trekking, scii e vela. Una persona molto positiva, afferma: ”… ho avuto la fortuna la fortuna di diventare non vedente a 30 anni. Fortuna perché ho capito cos’ è un tramonto, ho imparato ad usare gli altri organi sensoriali.” Continua evidenziando che i limiti simo noi a crearceli. Spesso per superarli basta chiedere agli altri di cosa abbiamo bisogno. Pieno di commozione l’intervento di VITO MARASCO tecnico ortopedico realizza ausili su misura per specifiche patologie posturali.  Ha spigato come il suo da semplice lavoro è diventato una missione. Lavorando a contatto con tanti tipi di disabilità con problematiche differenti e impari ad impegnarti nel trovare una soluzione affrontando il problema. Spumeggiante, come la sua personalità, pieno di insegnamenti è stato l’intervento della scrittrice catanese SIMONA ZETA che con molta auto-ironia racconta la sua storia affermando  “… con la disabilità migliora la qualità della vita, si perché impari ad apprezzare le piccole cose…” -https://www.facebook.com/Simona-Zeta-Fan-Club-1870906269836609/.  Conclude gli interventi della tavola rotonda GABRIELE ZARBO campione nazionale e mondiale di judo-disabili afferma che nella vita BISOGNA ESESRE FORTI nella vita per essere campioni.  In conclusione riprende la parola Valentina Lupo ringraziando tutti, omaggiando i partecipanti della tavola rotonda con una targa ricordo, lanciando u.na personale considerazione: AVERA “AMICI SPECIALI” E’ UNA RISORSA. Hanno avuto modo di intervenire al dibattito molte persone presenti, con riflessioni personali sulla tematica trattata.

Partecipare a questa tavola rotonda mi ha dato la possibilità d’incontrare persone meravigliose, uniche e          forti; dandomi l’opportunità di confronto diretto con altre persone, che come me, non si soffermano sul fatto di essere disabili ma si battono e vivono al massimo, per far capire a tutti che: SIAMO PERSONE NON SIAMO LA NOSTRA DISABILITA’. E’ stato un momento di crescita personale, che mi ha permesso di appurare che nella società in cui viviamo dobbiamo essere noi ad educare gli altri alla diversità senza fermarsi davanti pregiudizi e preconcetti. Certo qualcuno già lo fa, ma dobbiamo insegnarlo a tutti ad andare oltre. Mi viene i n mente, in conclusione, una frase detta da Mirko Bernardini: “NON ESISTE IL MODO ALLA DISABILITA’, ESISTE UN SOLO MONDO QUELLO IN CUI VIVIAMO”.

VIVIANA GIGLIA

 

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