Un ospedale da campo

«Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso»

Papa Francesco

Quando la scelta di guardare oltre la recinzione delle piccole case, porta il nostro sguardo a vedere quello che sta alla periferia, si svela la concretezza di una vita che, si… abbiamo sentito raccontare, ma non abbiamo visto.

Siamo stati a Villa la Carcova. Siamo stati accolti a casa da Padre Pepe, un sacerdote in prima linea in quel grande “ospedale da campo” che è la Chiesa, un cura villeros.

Una Chiesa senza dubbia diversa, una Chiesa dalle porte aperte, senza l’odore di muffa negli arredi, una Chiesa che sa l’odore delle sue pecore, una Chiesa dalle scarpe consumate per il troppo camminare, dagli occhi stanchi dal pensiero per i suoi figli.. una Chiesa dove, apparentemente manca tutto, tranne la gioia di essere Figli di Dio.

Nella mia mente mi domando, come è possibile trovare la felicità, trovare un motivo per lottare contro una società difficile quando manca l’essenziale, quando l’acqua è un bene prezioso da conservare con attenzione, quando anche il più piccolo diritto è un miracolo…

Dove trovano il sorriso coloro che abitano le zone più disagiate delle periferie di Buenos Aires?

Non so dare una risposta. Credo che non ci siano parole per descrivere le sensazioni vissute. Nulla di scenografico, nulla di spettacolare, se non la bellezza di una quotidianità fatta di accoglienza, fatta della concretezza di comprendere che l’essenziale per ogni uomo che cammina su questa terra, non è la sovrastruttura che società e religione ci obbligano a possedere, ma è “guardare all’uomo”, alla persona in quanto tale, non ai suoi sbagli, non al suo essere “fuori dalla Legge di Dio”. In una comune messa domenicale ho visto battezzare due bambini con la semplicità e, anche la velocità, di un abbraccio: quell’abbraccio di un Padre, che vede lontano il figlio tornare.

La fede nelle periferie di questa città, dove tutti abitano stipatissimi in poco spazio, non è fatta di parole, di lunghi sermoni che, fanno dimenticare il senso del sacro: qui la fede è fatta di opere, è fatta di quel “curare le ferite della battaglia” di cui parla Francesco e dopo, solo dopo potremmo parlare del colesterolo troppo alto.

Diletta D’Agostini

 

 

About The Author

Related posts