TURISMO ACCESSIBILE.

Sicuramente non tutti sanno che il “Turismo accessibile” è un’ insieme di strutture e servizi messi a disposizione di persone con disabilità o bisogni speciali in modo che possano godere della possibilità di viaggiare, alloggiare e prendere parte ad eventi senza incontrare problematiche o difficoltà in condizioni di autonomia, ma anche di sicurezza e confort.

La platea di destinatari del turismo accessibile è in continua evoluzione in quanto l’offerta di strutture e servizi si estende a un mercato sempre più  ampio in cui si possono includere persone con  disabilità quali problemi di tipo motorio, sensoriale, cognitivo o di salute, ma anche persone che hanno delle difficoltà di tipo alimentare quali per esempio soggetti con allergie o intolleranze alimentari. E ancora persone che per motivi di età hanno difficoltà a spostarsi o camminare a lungo, famiglie con i bambini, fino a ricomprendere anche soggetti che non hanno una grande disponibilità monetaria.

L’accessibilità non è facile da spiegare in poche parole, proviamo a fare qualche riflessione. Ogni disabilità ha le sue specifiche barriere da abbattere e le più note sono quelle architettoniche  cioè gli ostacoli fisici:  le scale, le porte strette, i tavoli alti ecc, che impediscono a persone che si muovono su una carrozzina di accedere a luoghi e strutture e di fruirne.
Nella definizione di barriere architettoniche, spesso, si dimentica che sono comprese quelle sensoriali o senso-percettive che, aimè, sono meno note ma non meno importanti: consistono nella mancanza di adeguati e opportuni riferimenti per le persone con una disabilità visiva, uditiva o cognitiva, e sono quindi risolvibili con l’aggiunta di supporti audio e/o tattili per ciechi e ipovedenti, luminosi e testuali semplificati per sordi e/o disabili cognitivi.
Esistono specifiche linee guida, emanate a livello istituzionale, che riassumono tutto quanto appena detto, per l’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali.

Nel 2018, secondo un comunicato pubblicato  dal www.nuovxoponte.it, la regione Veneto è la leader sul turismo accessibile:>… Sulla possibilita’ di fare del turismo accessibile una voce di mercato in crescita insiste anche il presidente di Village for all Roberto Vitali: “Sebbene siamo nel bel mezzo della crisi siamo convinti che questa nicchia di mercato abbia delle grandi potenzialita’. Qui si tratta di riconoscere a tutti un diritto spesso dimenticato come il diritto al turismo, attraverso il quale si promuove inoltre la vera inclusione”.< (  http://www.nuovoponte.it/il-veneto-e-la-regione-leader-in-italia-per-il-turismo-accessibile/ )

Ma una vera  top ten delle regioni Italiane sul turismo accessibile è difficile da stilare in quanto tutte, chi più velocemente chi meno, offre veri itinerari TOTAL FREE liberi da barriere. Il lavoro da fare per rendere concreta l’accessibilità è ancora molto. Pensiamo all’ accessibilità come principio di uguaglianza espresso dalla nostra Costituzione all’art. 3 comma 2 per consentire all’individuo di partecipare alla vita sociale con parità di diritti e doveri.

Quasi una volta all’anno mi capita di fare in giro per l’Italia vacanze o gite con gruppi di persone con varie disabilità e accompagnatori, moltissimi i siti storici che offri vano una guida preparata alle esigenze dei non  vedenti  ma, devo ammettere che le strutture le ho sempre trovate eccellenti fatta eccezione della Sicilia, dove mi è sempre capito di dover fare il  turno doccia, con gli altri disabili del mio gruppo, per il limite di servizi attrezzati.
In un Paese come l’Italia in cui l’esperienza di viaggio e di vacanza si caratterizza per la ricca offerta culturale, paesaggistica, di arte, di tradizioni non si dovrebbe parlare di  turismo accessibile come di una categoria separata ma l’accessibilità dovrebbe essere l’ elemento naturale di un paese ospitale in cui non ci sia bisogno di distinguere un’offerta per ospiti che hanno bisogni speciali, ma si rivolga a tutti e possa rispondere ai più diversi bisogni. Per fare ciò occorre pensare ad un mercato turistico senza barriere, che si caratterizzato dalle buone pratiche dell’ospitalità mettendo in campo delle professionalità in cui gli operatori prestino attenzione attraverso progetti e interventi strutturali di qualità.
Così facendo il nostro Paese sarà in grado di garantire a tutti i potenziali fruitori la piena libertà di esercitare i propri diritti a partire dal piacere di viaggiare. L’immagine dell’Italia tutta non deve essere limitatamente intesa solamente per la bellezza dei suoi territori, i suoi capolavori artistici, le sue e unicità, ma sopratutto  per la sua gente e la sua cultura dell’accoglienza che ne rappresenta il livello di civiltà.

 

VIVIANA GIGLIA

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