Natale in Terra Santa

Prima di fare la Veglia nella Basilica di Santa Caterina a Betlemme, ci siamo recati alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme dove insieme a un piccolo gruppo di fedeli abbiamo partecipato all’Adorazione eucaristica e poi alla Messa. Il presbitero prima di iniziare l’omelia, ha voluto ringraziare tutti i presenti per la decisione di prendere parte a questa celebrazione, in preparazione alla Veglia a Betlemme. Infatti, ha ricordato “è qui al Santo Sepolcro che comprendiamo appieno il significato della nascita di Gesù. Lui è venuto per salvare il mondo, per sconfiggere il peccato, con la Sua morte in croce e la Sua resurrezione. Gesù nasce per realizzare tutto questo. Per liberarci dalla schiavitù del peccato”.

Non c’è segno di amore più grande di questo. E quindi è salendo le scale che portano al Golgota, mettendoci in ginocchio davanti alla pietra dell’unzione, dove il corpo di Cristo venne preparato per la sepoltura, e pregando nella tomba di Gesù, che ci prepariamo al meglio a vivere il ricordo della sua nascita.

Nella città vecchia, a Gerusalemme, la corsa frenetica allo shopping, il consumismo occidentale, svaniscono nel nulla.

Qui la dimensione del Natale assume il suo valore vero, senza essere scalfito dai negozi o da Babbo Natale, che da noi ormai offuscano il Presepe, ci fanno dimenticare che cosa si celebra in quel giorno. In Terra Santa, invece, potremmo dire che il Natale è ovunque si ricordi il passaggio di Gesù, le Sue parole, la Sua testimonianza. Non è solo a Betlemme. Perché l’evento della nascita, se isolato, ci racconta poco. È il comandamento dell’amore per il prossimo che ci aiuta a comprendere bene il valore della venuta di Gesù nel mondo. Non è venuto per giudicare, ma per chiamare gli ultimi, per dare da mangiare agli affamati, una parola di conforto ai tribolati. Dovremmo ricordarcelo noi occidentali, che ormai siamo sempre più malati di individualismo, e non vediamo più negli occhi del bisognoso il volto di Gesù. Per chi visita Gerusalemme, sembra altrettanto folle, pensare anche solo minimamente di poterla attribuire a una sola parte. Qui c’è un tale mescolamento di popoli, religioni, culture, che è davvero una benedizione di Dio. Preghiamo allora incessantemente per la Pace, perché qui veramente la Santità si respira in ogni via, in ogni Basilica, Sinagoga o Moschea. Buon Natale a tutti dalla Terra Santa!

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