INCONTRO CON PAPA FRANCESCO

 

14 Gennaio 2014 Roma, una giornata che non dimenticherò mai.

Piazza San Pietro, udienza generale del Mercoledì.

La  giornata era gelida e un timido sole si faceva largo tra le nuvole, io ed i miei “colleghi in carrozzina” arrivammo presto in piazza, volevamo assicurarci dei buoni posti per seguire meglio l’udienza del Santo Padre. E cosi fu’! Mi toccò la quarta fila, quarto posto lato altare, ero felicissima dell’ottima posizione. Mancava all’incirca un’ora all’arrivo del Santo Padre, il freddo mi aveva gelato le gambe, mi guardavo alle spalle ma vedevo solo le prime file delle migliaia di persone che erano lì per il mio stesso motivo. Avevo con me un’enorme busta bianca e all’interno il mio racconto “UN LEGAME PROFONDO, INASPETTATO”. Portavo anche delle lettere importantissime  da consegnare al Papa o comunque fargliele arrivare. Non avevo mai partecipato a un’udienza in piazza e non ero certa di potergli dare il mio dono.

Ore 10.00: la banda inizia a suonare e si sente la folla urlare: “ FRANCESCO, FRANCESCO..” . Mi girai, e lui era lì, alla mia destra  con la sua papamobile:  splendido,  sorridente,  tutto vestito di bianco, faceva pensare al candore di un  fiocco di neve. Salutava e distribuiva baci. Gesti   semplici che mi hanno affascinata, al punto  da non poter distogliere lo sguardo. Gli occhi colmi di lacrime per l’emozione. Iniziò a fare il giro di tutta la piazza per salutare i fedeli presenti, anche quelli più distanti.

Era un momento di gioia tra acclamazioni, canti, cori, e un entusiasmo degno del più grande stadio. Il gesto più dolce, che mi ha colpito particolarmente, è stato quello che ha rivolto ai bambini. Si vedevano, ad ogni passo della Papamobile, bambini che passavano di mano in mano, dai genitori agli uomini della sicurezza, fino al Papa per ricevere un bacio e la benedizione e poi fare il percorso al contrario e ritornare tra le braccia dei genitori. I “bambini volanti”, così ho soprannominato quelle creature splendenti come stelle comete.

Finalmente ha inizio l’omelia, il silenzio regnò sovrano per tutto il tempo, l’attenzione dei presenti era rapita dalle parole del Santo Padre. L’emozione aleggiò su di noi fino alla fine, quando, Papa Francesco, sceso dall’altare, si diresse verso la papa mobile. Pensavo andasse via subito, ma mi sbagliavo. Francesco stava avvicinandosi a noi e sempre più a me. Non riuscivo a controllare le lacrime, avevo una morsa allo stomaco. Ero talmente emozionata da non avvertire più il freddo.

Eccolo finalmente! PAPA FRANCESCO, proprio lui: ai miei occhi sembrava un gigante vestito di bianco. Gli  consegnai la grossa busta mentre lui mi osservava incredulo. Ero profondamente affascinata dai suoi gesti,  il suo sguardo sereno, umile, buono,  il suo sorriso così semplice e naturale, li porto ogni giorno con me. Gesti ricchi di umanità che non ricordavano il cerimoniale classico. Quando capii che si stava allontanando gli chiesi timidamente un abbraccio. Fu allora che mi attirò a lui nell’ABBRACCIO PIU’ TRAVOLGENTE, TENERO E PURO che mi sarei mai aspettata. Prima di andare mi disse : “PREGA PER ME”. Mi accarezzò il viso e continuò il percorso. Restai basita da quelle parole e ricordo che piangevo, piangevo ma ero felice. Pervasa da un senso di benessere indescrivibile.

Ripenso spesso alle parole di papa Francesco:  lui si è affidato alle mie preghiere, quasi sentisse, in quel momento, tutto il peso della grande responsabilità del suo ruolo.  Non deve essere per niente facile fare il papa in un’epoca come la nostra!

Adesso quando mi chiedono: COM’E’ STATO CONOSCERE IL PAPA?

Rispondo semplicemente così: SICURAMENTE UN’EMOZIONE FORTE, INDESCRIVIBILE, MA A PENSARCI BENE , E’ TALE LA SUA SPONTANEITA’ CHE SI HA L’IMPRESSIONE DI INCONTRARE UNO ZIO DOPO MOLTO TEMPO.

Bergoglio è il papa di cui avevamo bisogno, sono convinta farà grandi cose.

 

 

VIVIANA GIGLIA

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