Il primo Ciak

1 ottobre 2017

Primo ciak. Quando si inizia un cammino tutto sembra irrangiungibile, forse in un certo senso persiamo che l’idea che giace nella nostra testa
uscendo in parole, suoni e immagini sia un’entità ingovernabile, capace di ridare forma anche alle nostre grandi pianificazioni. Quando si ricerca una storia
bisogna stare con le mani aperte, pronte ad accogliere anche ciò che non ci si aspetta. Ogni storia, ogni incontro non è come noi lo abbiamo predeterminato nella
nostra mente; non possiamo pensare che raccontare di una storia sia riassumere ciò che nella nostra mente abbiamo appreso da qualche sito internet o fonte bibliotecaria.
Raccontare è mettersi in ascolto, di volti, sguardi, gesti ed emozioni… e se la storia non è quella che ci aspettiamo? Meglio così, iniziamo a scrivere la verità
e non la finzione di un film hollywoodiano. Guardiamo al profondo degli incontri: sono quelli che in noi creano l’inaspettato.
Abbiamo iniziato il cammino di “Maria che scioglie i nodi” dalle sue origini, ad Ausgburg in Germania. Siamo partiti con poche certezze, siamo tornati con molte domande.
Di fronte a quell’immagine, cara al Santo PAdre, viene da chiedersi: perchè Francesco porta nel cuore “la scioglitrice dei nodi”? Quale potere si nasconde dietro
una donna, che ha fatto della sua vita un dono? Cosa nasconde il volto di Maria, figlia, donna, moglie, vedova, madre?

 

 

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