DOPO DI NOI: DIVARIO TRA NORD E SUD.

Una serena riflesione alla  legge “Dopo di noi” del giugno 2019. Tutti parlano di traguardo!!!! Traguardo raggiunto con la legge “Dopo di noi” che si riferisce al periodo successivo alla scomparsa dei genitori o dei familiari delle persone con disabilità grave.

Analizziamo meglio questa legge e scopriamo se veramente possiamo parlare di traguardo.

La legge dice che i destinatari sono unicamente  le persone con disabilità grave prive di sostegno familiare, in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di sostenere le responsabilità della loro assistenza.  Pertanto questa legge non si applica a patologie e disabilità connesse al naturale invecchiamento o causate da patologie legate alla senilità.

A questo proposito,  chiarezza è già stata fatta dall’art. 3 comma 3 della legge 104/92 che recita così:

“Qualora la minorazione abbia ridotto l’autonomia  personale correlata all’età in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente continuativo e globale nella sfera individuale o in quello relazionale, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi ed alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali”

Quali dunque gli interventi a favore dei disabili? E’ necessario, per chiarire questo aspetto, far riferimento alla legge 328 del 2000 (legge di riordino dei servizi socio sanitari) la quale oltre a dare un ordine a tutta la materia dell’assistenza, prevede la stesura di un progetto individuale  nel rispetto della volontà del disabile stesso, o dei suoi familiari  con la collaborazione degli operatori dell’ASL  al fine di garantire la piena integrazione  dei soggetti disabili. Secondo la legge 328  infatti il Comune deve predisporre, d’intesa con la A.S.L., un progetto individuale, indicando i vari interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali di cui possa necessitare la persona con disabilità, nonché le modalità di una loro interazione. Così  facendo si guarda al disabile non più come ad un semplice utente di singoli servizi, ma come ad una persona con le sue esigenze, i suoi interessi e le sue potenzialità da alimentare e promuovere.
Occorre, infatti, pensare al progetto individuale non solo come un documento che descrive “ciò che si può fare oggi” ma come un atto di pianificazione che si articola nel tempo e sulla cui base le Istituzioni, la persona, la famiglia e la stessa Comunità territoriale possono/devono cercare di creare le condizioni affinché quegli interventi, quei servizi e quelle azioni positive si possano effettivamente compiere.

La legge sul DOPO DI NOI non è slegata dall’intero contesto normativo nazionale ed europeo: infatti essa rispecchia gli  art 2, 3, 30,32 e 38 della Costituzione Italiana,  la carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone.

L’art 19 della Convenzione Onu dei diritti alle persone con disabilità  recita cosi: “le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligati a vivere in una particolare sistemazione”. Da questo l’impegno degli stati a  porre in atto le condizioni tali per attuare tale principio.

In Italia ancora questo principio non è stato recepito. Perché?

Tutto viene limitato dal FONDO che è stanziato per la legge Dopo di noi, che viene ripartito per le varie regioni rispetto alla quota di persone con disabilità grave presenti nella fascia di età 18-64 anni, stimata sulla base degli accertamenti effettuati dal gennaio 2010. Quanto alle tipologie di intervento potranno essere di quattro tipi: programmi per favorire percorsi di deistituzionalizzazione e supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento; la realizzazione, ove necessario, di soluzioni per la permanenza temporanea in residenze extrafamiliari per fronteggiare le emergenze; interventi innovativi di residenzialità (alloggi di tipo familiare e cohousing); programmi per accrescere competenze e autonomia.

Ma di fatto cosa succede? A 2 anni dall’entrata in vigore della legge, il fondo è stato stanziato e suddiviso. Come è stato impiegato dalle regioni?

La Lombardia è la prima regione in cui i progetti di vita di persone con disabilità sono stati redatti, valutati, finanziati con le risorse del Fondo nazionale per il Dopo di noi e anche avviati: 275 persone con disabilità che andranno “a vivere da sole” e 1.239 che ci si avvicineranno oltre a molti altri progetti che man mano prenderanno il via.( www.vita.it) Ma scendendo la penisola tutto rallenta, ci sono regioni ancora in stallo fino ad arrivare alla Sicilia. Consideriamo che la legge è in fase di rodaggio ma cosa sta avvenendo in Sicilia? L’equipe referente sta censendo gli utenti da circa 1 mese  per la valutazione delle istanze tese ad accertare la gravità della disabilità  e capirne  le reali esigenze, sia individuali che del nucleo familiare.

La valutazione delle domande è iniziata circa un mese fa  come riferiscono tanti disabili che hanno ricevuto la visita domiciliare; durante la visita  gli operatori hanno compilato delle schede facendo domande anche inerente la sfera privata e personale del disabile. Molti utenti riferiscono inoltre di avere chiesto dettagli e  caratteristiche  degli interventi che si stanno programmando per conoscerne la tipologia, ma gli stessi operatori rimangono molto incerti e vaghi dicendo solo che i fondi economici sono molto limitati.

Ma poi? Forse si limiteranno a partire progetti per l’assistenza alla persona per lo più.  Ma i progetti di vita che la legge dovrebbe garantire?

Beh, si dice che: “ I SOGNI SONO PER I CORAGGIOSI” e  proprio con coraggio dobbiamo credere che il DOPO DI NOI diventi realtà in todos.

 

VIVIANA  GIGLIA

ANGELA PENDOLINO

 

 

 

About The Author

Related posts